La fede nuda Dialogo sul credere e sul dubitare

6 novembre 2019 | Ore 17.30

di Luigi Adami e Paolo Bertezzolo, con una prefazione di
Augusto Barbi

Gabrielli Editore, 2019

Saluti

Daniela Brunelli

Presidente della Società
Letteraria di Verona

Dialogano con gli Autori

 Stefano Quaglia

Direttore della
Fondazione Toniolo

don Carlo
Vinco

Parroco di San Luca

Sotto l’incalzare delle sagge domande di Paolo Bertezzolo rivolte a don Luigi Adami, si sente l’eco dei vissuti dell’infanzia, della malattia, del contatto continuo con la gente. C’è la ricorrente memoria, affettuosa e riverente, di personaggi come David Maria TuroldoErnesto Balducci ed altri, con cui don Adami ha intrecciato relazioni significative ed amicali. Costante è il riferimento al lungo e multiforme cammino di ricerca condotto assieme al “gruppo per il pluralismo e il dialogo”, al quale hanno dato il loro contributo, nel tempo, personalità di spicco e dalle competenze più varie.

È da credente che don Luigi Adami affronta gli interrogativi di senso che questa ricca gamma di vissuti solleva. La fede, che egli esprime, è una fede che in qualche momento commuove, tanto è intrisa di tenerezza fiduciosa. È una fede “nuda”, che non vuole mettersi al riparo di ideologie, né intende distribuire certezze a buon prezzo per arginare le inevitabili e umane paure.

È una fede che non ha paura di confrontarsi con il dubbio, nella convinzione che il dubbio può favorire una purificazione della fede, può liberare i suoi contenuti da rappresentazioni infantili, può preservare il mistero di Dio dal pericolo di diventare un “idolo vano”. In questa “pensosità” credente, don Adami non si sente del tutto lontano dal “fratello ateo, nobilmente pensoso” di Turoldo, perché la vera linea di demarcazione non è tra chi si dice credente e chi si confessa ateo, ma tra “chi cerca continuamente” e chi non cerca più. (Dalla Prefazione di Augusto Barbi)

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