Il sangue di Giuditta (Antisemitismo e voci ebraiche nell’Italia di metà Ottocento)

16 febbraio 2021 | Ore 17.00

Presentazione del libro Di Emanuele D’Antonio

Dialoga con l’Autore

Stefano Biguzzi
Presidente dell'Istituto veronese per la storia della Resistenza e
dell'età contemporanea

Badia nel Polesine, 25 giugno 1855. Sparita per alcuni giorni, la giovane villica Giuditta Castilliero ricompare ferita: gli ebrei sono accusati di averla rapita e salassata ma un fortunato accidente, forse un miracolo, aveva impedito la sua immolazione. Si tratta dell’ultimo caso di “accusa del sangue” registrato in Italia dove era ancora presente l’infondata credenza popolare, spesso fomentata da motivi politici, che gli ebrei coltivassero un rituale che prevedeva di mescolare per motivi religiosi al cibo, soprattutto in periodo pasquale, sangue cristiano. “L’accusa di vampirismo, che era degenerata nella cruenta distruzione di intere comunità ebraiche nel tardo medioevo, era stata riesumata sulla stampa internazionale dal caso esploso a Damasco nel 1840, che aveva provocato anche in quel caso violenze e massacri sulla base di accuse risultate del tutto prive di fondamento. L’opinione pubblica – un’entità che si andava formando proprio in quei decenni a seguito dello sviluppo dell’attività giornalistica – era disposta a credere a queste fandonie. Oggi si direbbero fake news, ma la sostanza è la medesima. Il lavoro di Emanuele D’Antonio indaga con prosa avvincente e con dovizia di documentazione l’episodio e il conseguente processo, allargando lo sguardo alla più generale dinamica – piuttosto contemporanea – di uso pubblico dell’antisemitismo. La lettura di questo ottimo e documentato saggio di storia potrà funzionare da potente antidoto al riemergere di miti e pregiudizi che ancora sopravvivono fra noi, sottopelle” (dalla recensione di Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano)

Emanuele D’Antonio, storico, svolge attività di ricerca presso le Università di Torino e di Udine si occupa di storia degli ebrei italiani nell’età dell’emancipazione anche in rapporto all’emergere della moderna ostilità antiebraica. E’ studioso di Cesare Lombroso ed ha collaborato alla pubblicazione digitale dei carteggi lombrosiani. Tra le sue pubblicazioni si ricorda La società udinese e gli ebrei fra la Restaurazione e l’età unitaria (Udine 2012).

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