Conferenza sulla religiosa
VINCENZA MARIA POLONI
(Verona 26.01.1802 – Verona 11.11.1855)
Presentazione
Silvano Zavetti
Presidente dell’Associazione Consiglieri Comunali Emeriti del Comune di Verona
Relatore
Rino Cona
Luigia Poloni nasce il 26 gennaio 1802 a Verona, dove il padre all’attuale civico n. 8 di piazza delle Erbe gestisce un negozio di drogheria e di prodotti farmaceutici, mentre tra i parenti della madre, i Biadego, non mancano figure di rilievo nell’ambito civile ed ecclesiastico.
Dal 1833, ai primi sintomi di un’epidemia di colera, comincia a frequentare come volontaria la casa di ricovero, che raccoglie dalla strada anziani miserabili e mendicanti inabili al lavoro. Dal ’40 vi prende ufficialmente dimora e servizio, estendendo poi con le sue prime compagne la sua disponibilità anche nei reparti più impegnativi e negletti dell’adiacente ospedale civile in Valverde.
Per Luigia questa esperienza vissuta sotto la guida di don Carlo Steeb costituì l’humus – potremmo dire un’inedita forma di noviziato – da cui derivò il carisma fondazionale dell’istituto delle Sorelle della Misericordia. Il 10 settembre ’48 Luisa con dodici compagne emise il suo voto di consacrazione ispirato alla regola degli istituti di carità di san Vincenzo de Paoli.
Come la prima casa madre delle future suore erano state due stanzette annesse all’infermeria del trascurato e precario ricovero, così la prima emissione dei voti religiosi non fu tenuta con la consueta magnificenza in una cappella conventuale, bensì in una chiesa confiscata dal demanio, quella di Santa Caterina alla Ruota.
Le sue discepole, ancor vivente la fondatrice, ora madre Vincenza Maria – verrà a mancare il 13 novembre del ’55 – furono chiamate ad aprire filiali a Cologna Veneta, Montagnana, Este, Zevio e Monselice.
Madre Vincenza, già venerata ufficialmente come beata, è stata proclamata santa da papa Leone XIV il 19 ottobre 2025. Questa proclamazione riconosce l'eroicità delle virtù esercitate nella continuità del quotidiano; nel giorno dopo giorno di una carità spicciola, concreta, fatta più di gesti che di parole; nella straordinarietà dell'ordinarietà. La carità misericordiosa votata ed agitata dalla nuova congregazione religiosa, oltre a fungere da pista di lancio per l’organizzazione e la qualificazione dell’ancor esordiente professione infermieristica, fu al tempo stesso un efficace antidoto contro ogni separazione o reciproco pregiudizio tra iniziativa civile ed ecclesiastica, tra filantropia laica e filantropia della fede a fronte dei bisogni della sofferenza umana.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Si prega di accedere alla Sala almeno 20 minuti prima dell’inizio
La presentazione sarà trasmessa in diretta Streaming Live
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